Marco Delrio

CanzoniSongs

Ah, l’Amour…

Deglutire disilluso ai tuo’ also sprach irrazionali,
Forse era meglio la mia sociopatia
Del collidere col muso sui tuoi “vorrei” adolescenziali
Ma ‘l mio cervello era d’un’altra teoria,
E, poco incline al tuo futuro, con sogni infranti tra le mani,
T’amai lo stesso ché, poi, che vuoi che sia
Incidere sul muro ch’eravam predestinati?
Ma troppo spesso il destino è una bugia,

E io infantile ed insicuro sperperavo i miei domani
A far l’appello di ogni mia fobia
O a scriver “Vaffanculo” sopra i vetri appannati
Di un ostello di periferia;
Era sublime e imperituro quando, scalzo, in quattro quarti,
Perdevo ‘l senno in ogni mia poesia,
E che ridere, ti giuro, adesso che siamo distanti,
Accontentarsi d’una mesta nostalgia

Ché gira e rigira è una storia ritrita
Che ho scritto a matita sulla stessa panchina
In cui zitta e spaurita dicesti “è finita…”
Mh. Non t’ho capita.

Ah, l’amour, Chérie, l’amour, che bella cosa
Non capire più una sega e affogare nei cliché.
È martedì, sono le dieci e qualche cosa,
Il San Simone è la mia cena, e sto scrivendo di me e te;
Ché poi è cosi, nelle canzoni e nella vita
Par che non ho mai la colpa, oh me tapino, ahimè
Che me la tiro così, con la grammatica e una rima,
Sono io nel giusto, no? Capitan tutte a me.

Ché gira e rigira è una storia ritrita
Che ho scritto a matita sulla stessa panchina
In cui zitta e spaurita dicesti “è finita…”
Mh… Forse è finita!

Ché gira e rigira è una storia ritrita
Che ho scritto a matita sulla stessa panchina
In cui zitta e spaurita dicesti “è finita…” Però, aspè’,
Ho una frase struggente:
La fine è un “per sempre” che fa rima col niente per noi due.